Come i precedenti di Rollin, anche questo è un film di vampiri, ma questa volta il regista segue le regole classiche, pur senza rinunciare alle bizzarrie visive che gli sono congeniali. Mentre nel film precedente (#Vedi#La vampira nuda) i vampiri erano dei mutanti (forse esseri umani di un nuovo futuro) che, per ridicolizzare le tradizionali armi antivampiro, prendevano in mano la croce che il loro nemico gli parava davanti, stavolta sono dei vampiri classici che possono essere uccisi con l'altrettanto classico paletto di frassino (certo, parlare di vampiri classici con Rollin è sempre una forzatura, per il delirante look tardo-hippy dei vampiri in questo film). La storia è semplice: una coppia di novelli sposi va a far visita ai cugini di lei che abitano in un castello in campagna. La sposina (Sandra Julien) però non sa che i cugini, già feroci cacciatori di vampiri, sono recentemente diventati vampiri loro stessi. Rollin prosegue i suoi studi stilistici visuali, sperimentando incessantemente di film in film. Questa volta risulta particolarmente studiato l'uso del colore, con alcune immagini quasi da fumetto, colori pieni in sezioni definite e tagli d'immagine molto netti. L'ambientazione è sontuosa, nel castello e fuori. Visivamente il film è ricco e curato, forse sovrabbondante. La sperimentazione visuale spinge infatti Rollin a cercare continuamente nuovi angoli di ripresa, nuovi modi di girare. La recitazione, per ragioni di budget, resta amatoriale, nonostante il tentativo di Rollin di ovviare ai limiti degli attori stimolando un'interpretazione trasognata e stilizzata, ma che in questo modo conferisce anche un'aria fredda alla narrazione. Un altro aspetto del film è che non genera mai tensione. L'horror per Rollin non è suspense, forse neanche atmosfera, è fantastique, un luogo dei sogni dove le vicende si svolgono senza tensione e anche l'erotismo non è mai veramente tale. Rollin non ha ritmo, non lo cerca. Propone alla contemplazione immagini suggestive. La storia poteva essere raccontata in più modi: quello scelto dal regista non aiuta a valorizzarne la drammaticità e gli aspetti narrativi, come il tema inconsueto dei cacciatori di vampiri divenuti vampiri essi stessi, in un ribaltamento che li rende capaci di apprezzare le creature che prima odiavano. In definitiva è un film originale e noioso, compatto e disarticolato, ingegnoso e ingenuo, bizzarro e banale: di Rollin, insomma
(fonte MyMovies.it)