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Jabez Stone (James Craig) è un contadino del New Hampshire in gravi ristrettezze: per risolverle stringe un patto con il diavolo (Walter Huston), che gli garantisce la ricchezza in cambio dell'anima. Sulle prime, le cose gli vanno bene, ma poi la ricchezza lo rende gretto e rovina il suo matrimonio. La moglie, sentendo puzza di zolfo, chiede l'aiuto del candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Daniel Webster (Edward Arnold), che prende in mano la situazione e sfida a regolare processo il diavolo cercando di convincere una patibolare giuria di anime dannate a dare un'altra possibilità a Jabez Stone. Film di garbata propaganda, tende a magnificare, a uso presumibilmente interno, le virtù della democrazia e dell'americanità. Lo svolgimento è molto prevedibile, su uno schema molto risaputo anche negli anni '40. È singolare che un simile strumento di propaganda sia diretto dal tedesco William Dieterle (1893-1972), ma è una fortuna perché il film ne guadagna senz'altro. Ci sono diverse cose interessanti, in un quadro di generale piacevolezza: Daniel Webster, il campione della democrazia e dell'onestà, è un repubblicano (!); il diavolo, quando Webster gli contesta il diritto di proclamarsi americano, risponde che lui è più americano di lui, poiché quando è stata commessa la prima violenza a un pellerossa lui c'era e così quando è arrivata la prima nave di schiavi dal Congo. A margine, è da sottolineare come rifulga di splendore divistico Simone Simon, nel ruolo di una francese benché lei sostenga, con sinistra civetteria, di non essere, in quanto diabolica, di alcun luogo che, assunta misteriosamente come governante, acquista facilmente ascendente su Jabez Stone
(fonte MyMovies.it)